martedì 24 gennaio 2012

CALUSCO: FOTOVOLTAICO, LA DITTA REPLICA

(tratto da Eco Bg)

Tiene ancora banco a Calusco la disputa sul parco fotovoltaico previsto in località Baccanello, nella valle del Grandone: un impianto autorizzato dalla Provincia e poi oggetto di un ricorso al Tar da parte del Comune che, a dicembre, ne è uscito sconfitto.
Dopo il sindaco Roberto Colleoni, che nei giorni scorsi aveva difeso la scelte dell'amministrazione comunale, ora interviene Simone Panzeri, il titolare della Zam srl, la società che ha portato avanti il progetto del parco e che ha chiesto 6 milioni di risarcimento sostenendo che il ricorso del Comune al Tar avrebbe fatto perdere i finanziamenti necessari a far decollare l'opera. «In questa operazione imprenditoriale – dice Simone Panzeri – siamo stati danneggiati dall'atteggiamento ostile del sindaco e del tecnico ingegner Giuseppe Barbera, nonostante fossimo disponibili a venire incontro alle richieste anche economiche fatte dall'amministrazione comunale di Calusco d'Adda, diminuendo anche la potenza del parco fotovoltaico da 997,92 kilowatt a 648 kilowatt. Il ricorso al Tar di Brescia da parte del Comune di Calusco, anche se fatto contro la Provincia di Bergamo e poi respinto, ci ha fatto perdere i finanziamenti già pronti e quindi saltare tutta l'operazione. Per questo li abbiamo citati in giudizio chiedendo a loro personalmente di rifonderci i danni subiti. E stiamo valutando anche di citare il Comune».
«La nostra – prosegue Panzeri – era un'operazione imprenditoriale assai impegnativa dal punto di vista economico. La realizzazione del parco fotovoltaico aveva bisogno dell'erogazione delle tariffe incentivanti statali vigenti al momento, nonché di un finanziamento privato, coinvolgendo anche altri partner commerciali. Nonostante l'impianto fosse di assai modesto impatto ambientale, il sindaco e il responsabile del settore tecnico hanno subito osteggiato strenuamente l'iniziativa».
RICORSI E CONTRORICORSI
«Inizialmente – aggiunge il titolare della Zam – ci hanno contestato il mancato rispetto della fascia stradale, ma il Tar di Brescia, dandoci ragione, ha chiesto al Comune di riconsiderare il suo atteggiamento e di prestare attenzione alla visibilità nelle vicinanze della curva di via alle Cascine. Abbiamo quindi ripresentato un nuovo progetto ridimensionato per il quale la Provincia di Bergamo ci ha dato l'autorizzazione il 15 luglio 2010».
"ORA DEVONO RISARCIRE"
Autorizzazione contestata dal Comune che, dice Panzeri, «nuovamente ha ricorso al Tar contro la Provincia, chiedendone l'annullamento. Inoltre, il Comune non ha chiesto la pronuncia al Tar con carattere di urgenza, che avrebbe chiuso la vertenza in 60 giorni dandoci la possibilità di continuare la nostra iniziativa, ma ha promosso un ricorso ordinario con il Tar che si è espresso dopo più di un anno». Un anno durante il quale, sostiene l'impresa, l'operazione del parco fotovoltaico è sfumata: «In questo lasso di tempo – evidenzia Panzeri – la Zam non ha potuto procedere alla realizzazione: investire diversi milioni di euro con un ricorso pendente al Tar era impossibile vista la possibilità teorica di revoca dell'autorizzazione, con ulteriori danni di ripristino. Nel frattempo la normativa per gli impianti fotovoltaici a terra è mutata e le nuove norme non permettono più la realizzazione dell'impianto; la ditta Zam ha ricevuto un danno ingente da questo atteggiamento illegittimo di ostruzionismo del sindaco e del responsabile dell'ufficio tecnico, ai quali chiediamo un congruo risarcimento».

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