sabato 28 gennaio 2012

CALUSCO: PRESENTAZIONE CORSI DI MUSICA

Creare una banda musicale a Calusco d'Adda. Questo l'obiettivo illustrato oggi dall'assessore Riva alla presentazione dei corsi di musica organizzati con l'aiuto della Scuola di Musica "San Francesco" di Merate, attiva dal 1992.
Presente all'incontro, al quale ha partecipato un discreto numero di ragazzi con i loro genitori, anche il direttore della scuola, Alberto Longo, che ha illustrato l'iniziativa.
"L'idea - ha detto - è quella di riuscire a costituire una vera e propria banda musicale. Le bande hanno una forte valenza sociale e l'attività bandistica può diventare davvero la passione di una vita"
I corsi prevedono due tipi di lezione: una con lo strumento e una di teoria e solfeggio.
Il comune di Calusco ha stipulato con la scuola di musica una convenzione di 5 anni e ha acquistato parecchi strumenti musicali che potranno essere noleggiati ad un prezzo simbolico dagli allievi. Inoltre è stata messa a disposizione una saletta insonorizzata in via volta.
"Ci auguriamo - ha continuato il direttore Longo - che oltre ai bambini e ai ragazzi, decidano di partecipare anche alcuni genitori"
A breve termine, nelle intenzione degli organizzatori, c'è la volontà di creare un primo nucleo di bandisti già per il 2013..


giovedì 26 gennaio 2012

GIORNATA DELLA MEMORIA: IL PROGETTO MADAGASCAR

QUANDO L'EVACUAZIONE IN MADAGASCAR ERA LA "SOLUZIONE FINALE"

Per la giornata della Memoria non voglio fare il solito articolo ripetitivo sulla cosiddetta “Soluzione Finale”.
Inizialmente la politica di discriminazione e persecuzione degli ebrei da parte dei nazionalsocialisti era impostata in modo differente; l’idea di eliminare totalmente il popolo ebraico si sviluppò in una fase successiva, durante la guerra, ed è ancora oggi un argomento di dibattito tra gli storici.
Ecco, mi sembra giusto e interessante analizzare un aspetto poco noto, piuttosto che soffermarsi sempre e solo sugli stessi aspetti che però, intendiamoci, non vanno dimenticati.

IL TRASFERIMENTO COME “SOLUZIONE FINALE”?
Fino a prima dello scoppio della guerra, l’emigrazione in tutti i paesi disposti ad accogliere gli Ebrei fu il principio ispiratore della politica nazionalsocialista. Dall’introduzione delle leggi di Norimberga nel 1935 fino alla cosiddetta “Notte dei Cristalli” (nel 1938), i media nazisti alimentarono il clima d’odio nei confronti degli ebrei, con l’obiettivo di spingerli all’emigrazione, rendendo il Riech judenfrei (libero da ebrei).
In tal senso fu elaborato il cosiddetto: “Piano Madagascar”. Tale idea, presa in considerazione dai nazisti tra il ’38 e ’39, prevedeva di trasferire tutti gli ebrei nell’isola Madagascar, che all'epoca era una colonia francese, e creare una regione speciale.
In un articolo del 2008, scritto dallo staff di S.O.S Razzismo sull’argomento, si legge:

L'idea (del piano n.d.r.) non era sorta dal nulla. Sin dal 1885 Paul de Lagarde, nel clima di acceso antisemitismo che animava la Francia di fine secolo, aveva proposto di deportare tutti gli ebrei europei in Madagascar. L'isola era stata vista anche come possibile luogo per risolvere problemi di sovrappopolazione. In questo senso tra il 1926 ed il 1927 se ne erano interessati sia i polacchi che i giapponesi. I polacchi avevano tanto seriamente considerato l'idea da spedire nel 1937 una commissione governativa per comprendere la fattibilità del progetto.
Della commissione - oltre al presidente Mieczyslaw Lepecki - faceva parte anche Leon Alter presidente della Associazione Ebraica per l'Emigrazione. La commissione non espresse un parere unanime: secondo alcuni la grande isola avrebbe potuto ospitare al massimo 60.000 persone, secondo altri non più di 2.000. Ciononostante il governo polacco continuò ad esplorare questa possibilità in ulteriori colloqui con la Francia dalla quale il Madagascar dipendeva.

Insomma, pare che l’idea fosse già radicata da tempo negli ambienti antisemiti europei. Lo ricordò anche Alfred Rosenberg in un articolo intitolato «Juden auf Madagaskar» (Ebrei in Madagascar) dove scrisse che già
ad un congresso antiebraico di Budapest del 1927 fu trattata la questione di una futura evacuazione degli Ebrei dall’Europa, e in tale occasione per la prima volta affiorò la proposta di propagandare appunto il Madagascar come futuro domicilio degli Ebrei.
Tale previsione doveva necessariamente considerare un accordo con il governo francese, che non fu mai raggiunto.
Solo dopo la disfatta francese nella primavera del 1940, l’idea di trasferire il popolo ebraico sull’isola africana riprese corpo. La possibilità di inserire la questione ebraica in un eventuale trattato di pace venne presa seriamente in considerazione dagli alti vertici nazisti. Franz Rademacher, capo della sezione ebraica del ministero degli Esteri, stilò nel luglio del 1940 un memorandum per il ministro degli Esteri Von Ribbentrop intitolato "La questione giudaica nel trattato di pace". Nel documento, dopo una breve analisi della situazione politica e militare, si illustra in modo dettagliato la realizzazione del piano di trasferimento:

Secondo il trattato di pace la Francia dovrà rendere disponibile l'isola del Madagascar per la risoluzione della questione ebraica e trasferire e rimborsare i circa 25.000 cittadini francesi che vivono lì.
L'isola sarà trasferita sotto mandato tedesco. La baia di Diego Suarez e il porto di Antisirane, che sono di importanza strategica, diverranno basi navali tedesche (se la marina militare lo ritiene, queste basi navali saranno estese anche alle rade di Tamatave, Andevorante, Mananjara, etc.). In aggiunta a queste basi navali appropriate aree del paese verranno escluse dal territorio ebraico (Judenterritorium) per la costruzione di basi aeronautiche. La parte dell'isola non necessaria per gli scopi militari sarà posta sotto l'amministrazione di un governatore della polizia tedesca che sarà alle dipendenze del Reichsführer SS. Tolto questo, gli Ebrei una propria amministrazione del territorio: i loro sindaci, la loro polizia, le loro poste, le loro ferrovie, etc. Gli ebrei saranno congiuntamente responsabili delle valuta dell'isola. A questo fine le loro precedenti risorse finanziarie in Europa saranno trasferite in uso ad una banca europea da istituire per lo scopo. Così che, siccome le risorse non sono sufficienti per pagare la terra che riceveranno e per acquistare in Europa i beni necessari per lo sviluppo dell'isola, gli Ebrei potranno ottenere crediti da questa stessa banca.
Siccome il Madagascar sarà solo un mandato, gli Ebrei che ci vivranno non potranno acquisire la cittadinanza tedesca. D'altra parte, gli Ebrei deportati in Madagascar perderanno la cittadinanza dei paesi europei a partire dalla data di deportazione. Diverranno invece residenti del mandato del Madagascar.

Rademacher valuta anche la possibilità di utilizzare l’operazione a scopo propagandistico:

La dimostrazione di generosità data dalla Germania nel permettere agli Ebrei una autonoma amministrazione culturale, economica, amministrativa e legale potrà fare essere usata a scopi propagandistici; potrà essere enfatizzato allo stesso tempo il nostro tedesco senso di responsabilità verso il mondo che proibisce di donare uno stato sovrano ad una razza che non ha avuto uno stato indipendente per migliaia di anni: questo richiede ancora il giudizio della storia.

Ovviamente il presupposto principale per la realizzazione del trasferimento degli ebrei era una rapida conclusione della guerra sia con la Francia che con la Gran Bretagna. Il controllo sui mari di quest’ultima (soprattutto in punti chiave come lo stretti di Gibilterra e il Canale di Suez) rendeva nei fatti impossibile realizzare uno spostamento via nave di milioni di ebrei.

CAMBIO DI ROTTA
La strenua resistenza inglese e l’apertura del fronte russo nel 1941, fecero abbandonare ai tedeschi il “progetto Madagascar”. Le difficoltà create dalla guerra e le conquiste territoriali raggiunte durante la campagna di Russia, portarono ad un cambio di rotta radicale nella politica nazionalsocialista: la deportazione degli Ebrei europei nei territori orientali occupati dai Tedeschi.
Questo cambiamento fu proposto il 22 agosto 1941 dall’SS-Sturmbannführer Carltheo Zeitschel, consigliere presso l’ambasciata tedesca a Parigi, in una nota redatta per l’ambasciatore Otto Abetz:

La crescente conquista e occupazione dei vasti territori orientali potrebbe attualmente portare, in brevissimo tempo, il problema ebraico ad una soluzione definitiva e soddisfacente. Come risulta da un appello di tutta la stampa ebraica della Palestina agli Ebrei americani, nei territori da noi occupati nelle ultime settimane, specialmente in Bessarabia, risiedono oltre 6 milioni di Ebrei (27), cioè un terzo dell’ebraismo mondiale. Nel nuovo ordine dello spazio orientale bisognerebbe radunare in qualche modo questi 6 milioni di Ebrei dopo aver previamente delimitato per loro un territorio speciale. Ciò non dovrebbe costituire un problema troppo grande, anche se vi si aggiungessero gli Ebrei di tutti gli altri Stati europei e vi fossero deportati anche gli Ebrei attualmente rinchiusi nei ghetti di Varsavia, Litzmannstadt, Lublino, ecc. Per quanto riguarda i territori occupati, come Olanda, Belgio, Lussemburgo, Norvegia, Jugoslavia, Grecia, gli Ebrei potrebbero essere trasferiti nel nuovo territorio in trasporti di massa semplicemente con ordini militari; agli altri Stati si potrebbe raccomandare di seguire l’esempio e di mandare i loro Ebrei in questo territorio. Allora potremmo avere in brevissimo tempo un’Europa libera da Ebrei.

La realizzazione del Piano Madagascar fu abbandonata nei primi mesi del 1942. Una lettera informativa di Rademacher al delegato Harald Bielfeld del ministero degli Esteri in data 10 febbraio 1942 ne spiega le ragioni:

Nell’agosto del 1940 Le consegnai per i Suoi atti il piano della soluzione finale della questione ebraica elaborato dal mio ufficio, secondo il quale, al trattato di pace, si doveva esigere dalla Francia l’isola di Madagascar, ma l’esecuzione pratica del compito doveva essere affidata al Reichsicherheitshauptamt. Conformemente a questo piano, il Gruppenführer Heydrich è stato incaricato dal Führer di attuare la soluzione della questione ebraica in Europa. La guerra contro l’Unione Sovietica ha frattanto offerto la possibilità di mettere a disposizione altri territori per la soluzione finale. Di conseguenza il Führer ha deciso che gli Ebrei non devono essere espulsi in Madagascar, ma all’Est. Perciò il Madagascar non deve più essere previsto per la soluzione finale.

La nuova politica nei confronti degli Ebrei fu comunicata in maniera ufficiale alla conferenza di Wannsee, organizzata in una villa fuori Berlino all’inizio del 1942. All’incontro parteciparono una quindicina di ufficiali nazisti che avevano il compito di trovare una soluzione definitiva alla “questione ebraica”. I dati, illustrati da Reinhard Heydrich, parlavano di 11 milioni di ebrei.

Nel corso della soluzione finale gli ebrei saranno instradati, sotto appropriata sorveglianza, verso l'Est, al fine di utilizzare il loro lavoro. Saranno separati in base al sesso. Quelli in grado di lavorare saranno condotti in grosse colonne nelle regioni di grandi lavori per costruire strade, e senza dubbio un grande numero morirà per selezione naturale. Coloro che resteranno, che certo saranno gli elementi più forti, dovranno essere trattati di conseguenza, perché rappresentano una selezione naturale, la cui liberazione dovrà essere considerata come la cellula germinale di un nuovo sviluppo ebraico.

Si passò quindi dall’idea di trasferire gli ebrei nel Madagascar a quella – sicuramente più fattibile – di convogliarli verso i territori occupati dell’Est europeo e sfruttarli come manodopera a costo zero.

martedì 24 gennaio 2012

CALUSCO: FOTOVOLTAICO, LA DITTA REPLICA

(tratto da Eco Bg)

Tiene ancora banco a Calusco la disputa sul parco fotovoltaico previsto in località Baccanello, nella valle del Grandone: un impianto autorizzato dalla Provincia e poi oggetto di un ricorso al Tar da parte del Comune che, a dicembre, ne è uscito sconfitto.
Dopo il sindaco Roberto Colleoni, che nei giorni scorsi aveva difeso la scelte dell'amministrazione comunale, ora interviene Simone Panzeri, il titolare della Zam srl, la società che ha portato avanti il progetto del parco e che ha chiesto 6 milioni di risarcimento sostenendo che il ricorso del Comune al Tar avrebbe fatto perdere i finanziamenti necessari a far decollare l'opera. «In questa operazione imprenditoriale – dice Simone Panzeri – siamo stati danneggiati dall'atteggiamento ostile del sindaco e del tecnico ingegner Giuseppe Barbera, nonostante fossimo disponibili a venire incontro alle richieste anche economiche fatte dall'amministrazione comunale di Calusco d'Adda, diminuendo anche la potenza del parco fotovoltaico da 997,92 kilowatt a 648 kilowatt. Il ricorso al Tar di Brescia da parte del Comune di Calusco, anche se fatto contro la Provincia di Bergamo e poi respinto, ci ha fatto perdere i finanziamenti già pronti e quindi saltare tutta l'operazione. Per questo li abbiamo citati in giudizio chiedendo a loro personalmente di rifonderci i danni subiti. E stiamo valutando anche di citare il Comune».
«La nostra – prosegue Panzeri – era un'operazione imprenditoriale assai impegnativa dal punto di vista economico. La realizzazione del parco fotovoltaico aveva bisogno dell'erogazione delle tariffe incentivanti statali vigenti al momento, nonché di un finanziamento privato, coinvolgendo anche altri partner commerciali. Nonostante l'impianto fosse di assai modesto impatto ambientale, il sindaco e il responsabile del settore tecnico hanno subito osteggiato strenuamente l'iniziativa».
RICORSI E CONTRORICORSI
«Inizialmente – aggiunge il titolare della Zam – ci hanno contestato il mancato rispetto della fascia stradale, ma il Tar di Brescia, dandoci ragione, ha chiesto al Comune di riconsiderare il suo atteggiamento e di prestare attenzione alla visibilità nelle vicinanze della curva di via alle Cascine. Abbiamo quindi ripresentato un nuovo progetto ridimensionato per il quale la Provincia di Bergamo ci ha dato l'autorizzazione il 15 luglio 2010».
"ORA DEVONO RISARCIRE"
Autorizzazione contestata dal Comune che, dice Panzeri, «nuovamente ha ricorso al Tar contro la Provincia, chiedendone l'annullamento. Inoltre, il Comune non ha chiesto la pronuncia al Tar con carattere di urgenza, che avrebbe chiuso la vertenza in 60 giorni dandoci la possibilità di continuare la nostra iniziativa, ma ha promosso un ricorso ordinario con il Tar che si è espresso dopo più di un anno». Un anno durante il quale, sostiene l'impresa, l'operazione del parco fotovoltaico è sfumata: «In questo lasso di tempo – evidenzia Panzeri – la Zam non ha potuto procedere alla realizzazione: investire diversi milioni di euro con un ricorso pendente al Tar era impossibile vista la possibilità teorica di revoca dell'autorizzazione, con ulteriori danni di ripristino. Nel frattempo la normativa per gli impianti fotovoltaici a terra è mutata e le nuove norme non permettono più la realizzazione dell'impianto; la ditta Zam ha ricevuto un danno ingente da questo atteggiamento illegittimo di ostruzionismo del sindaco e del responsabile dell'ufficio tecnico, ai quali chiediamo un congruo risarcimento».

lunedì 23 gennaio 2012

UN REGALO PER LE SIMPATICHE CANAGLIE

A CHI VUOLE CHIUDERE LA CHIESA E SI LAMENTA DELLE CAMPANE, DEDICHIAMO QUESTO "CONCERTO"

domenica 22 gennaio 2012

SOLZA: INIZIANO I CORSI DELLE ASSOCIAZIONI LUNANUOVA E CIPOLLA

UNA GRANDE PRESENTAZIONE A FINE MESE PER UNA GRANDE SERIE DI CORSI


Per il nuovo anno le associazioni artistico-culturali La Cipolla e Lunanuova uniscono le forze e avviano un'ampia serie di corsi. Presentazione insieme a tutti gli insegnanti.
Durante la presentazione, tutti gli insegnati chiariranno obiettivi, argomenti e finalità della loro proposta.
Numerosi, utili, creativi e dai costi contenuti, ecco qui tutta la lista dei corsi che stanno per prendere il via dai primi giorni di febbraio: disegno base e avanzato, incisione, Storia dell'Arte, Arte terapia, Spazio gioco in inglese per bambini, corsi di teatro, di spagnolo, di patchwork,di inglese con madrelingua.
La presentazione si terrà il 29 gennaio alle ore 17,30 presso La Cipolla p.zza Colleoni, 6 a Solza alle ore 17.30.
Nella nostra colonna laterale trovate l'elenco di tutti i corsi, con il link alla pagina FB dell'associazione Lunanuova.